giovedì 30 aprile 2009

Brakeless


Brakeless.

Io la fissa la uso brakeless , senza freni.
Per un neofita che si avvicina al mondo della fissa può sembrare strano intendere una bici senza freni quindi bisogna tornare un pò indietro nel tempo per capire meglio il concetto. All’ inizio del secolo si pedalava senza freni con telai e ruote che sicuramente non offrivano le stesse performance di adesso. Certamente il traffico non era quello convulso delle nostre città ma anche agli inizi del 1900 avevano i loro problemi ad esempio con le strade che non avevano l’asfalto ma erano terra battuta misto a ghiaia !
Con la ruota libera sono comparsi i primi freni e cosi per molto tempo si sono viste solo bici frenate tranne quelle da pista.

In pista i freni non ci sono e non si usano per svariati motivi: peso, possibili bloccaggi non desiderati, aerodinamica ma soprattutto perché non avendoli nessuno se qualcuno li avesse sarebbe molto pericoloso.

I moderni urban rider a scatto fisso fanno un tuffo nel passato riscoprendo questo gusto di guidare all’ antica ma applicando nuove e spettacolari tecniche di arresto come ad esempio lo skid. Personalmente mi da un immenso piacere la guida brakeless, lo sguardo deve essere sempre a lunga gittata e il riflesso pronto ma stranamente non ci si sente tesi.

Il mio primo giro senza freni mi ha aperto gli occhi su un mondo nuovo tutto da scoprire.

PONTE DI COMANDO



Manubrio e attacco .
Sulla mia fissa ho provato diversi tipi di manubrio e alcuni attacchi prima di trovare la soluzione ideale per le mie esigenze. Montato di serie sul mio Specialized Langster ho trovato una bella curva pista cromata con manopole in gomma bianca accoppiato ad un attacco manubrio zero gradi da 100 mm, la soluzione non mi dispiaceva cosi l’ ho mantenuta per tre mesi invernali usando la fissa per allenarmi su strada e fare un pò di agilità . Il manubrio da pista ha la particolarità di non avere la parte centrale rettilinea ma semicurva in avanti quindi risulta scomodo quando si vuole viaggiare con la schiena dritta.
Con lo stesso attacco ho poi montato una curva compact da strada guadagnando molto in leggerezza e potendo sfruttare la versatilità di questo manubrio che garantisce molte posizioni con ottimo assetto sia basso che alto.
Attualmente ho montato una combinazione tra un attacco 110 mm negativo a 10 gradi della PRO con manubrio Selcof da mtb rise zero tagliato nella misura 480 mm e rifinito da una coppia di manopole Koxx trasparenti la soluzione ideale. Esteticamente la bici è bellissima, sono riuscito a alleggerire il peso rispetto ai montaggi precedenti e la posizione mi è subito piaciuta.
L’ assetto con il manubrio Selcof risulta comodo per muoversi nel traffico garantendo un elevata manovrabilità , una presa sicura e confortevole. La posizione quando le velocità si alzano e l’aria oppone troppa resistenza deve essere raccolta; ideale portare le mani adiacenti al attacco manubrio con gli avambracci paralleli al terreno e conseguente schiena curva (posizione elaborata studiando i pro nelle cronometro).
Precedentemente ho provato anche una curva Deda crono nera ma mi dava l’impressione di un ingombro elevato cosi è stata montata per poco tempo e non mi sembra giusto darle un giudizio anche se mio personale.
Per me e la mia Langster il look conta quanto la funzionalità quindi cerchiamo solo il massimo

mercoledì 29 aprile 2009

Trasmissione


CATENA – CORONA – PIGNONE

Catena, corona e pignone posteriore rappresentano la trasmissione della vostra fissa .
La corona anteriore è vincolata alla pedivella destra , esistono marche specifiche di guarniture (Sugino, Campagnolo, Shimano, Miche tanto per citarne alcune) il prezzo di una guarnitura anteriore parte dalle 80 euro circa e sono derivate dal uso pista. Il numero di denti della corona anteriore varia in un range che va da 36 a 54. Se vi dovesse capitare di dover variare il numero di denti della vostra corona vi servirà saper la misura del giro bulloni.
Il pignone posteriore viene avvitato al mozzo posteriore, che deve essere specifico per bici a scatto fisso, la misura standard del mozzo pista e di 120 mm, i mozzi possono avere una o due filettature in quest’ ultimo caso vengono denominati flip flop. I mozzi flip flop permettono di avere o 2 tipi di rapporto montando due tipi di dentature differenti o una ruota libera da un lato r un pignone fisso dall’ altro.
Tornando al nostro pignone fisso, dopo che viene avvitato al mozzo sarà bloccato da una ghiera finale che eviterà lo sviamento. Alcuni pignoni usano un porta pignone (es Miche).
Per ultima, ma non meno importante, la catena unirà il pignone alla corona trasmettendo il movimento dai pedali alla ruota e viceversa . La misura sarà 1/8 contro i 3/32 delle bici da corsa.
La trasmissione è il cuore della vostra bici fissa quindi non trascuratela : controllate la tensione della catena, lo stato dei denti di corona e pignone oltre che tenere pulito e lubrificato il tutto.

martedì 28 aprile 2009

Perchè fissa


Perché fissa? La bici fissa è cosi detta perché ha un solo rapporto e tale rapporto gravita con un ingranaggioanche esso fisso.
Spighiamoci meglio: solitamente le muntain bike o le bici da corsa hanno un cambio che permette di variare la velocità modificando gli accoppiamenti tra gli ingranaggi. Le bici fisse hanno una sola velocità quindi una corona davanti ed una dietro.
Il pignone posteriore nelle bici normali solitamente ha una ruota libera che permette al momento in cui decidiamo di smettere di pedalare di poter stare fermi con le gambe; la fissa NO.
La fissa ha il pignone posteriore Fisso quindi come si muove il pedale gira la ruota e se la ruota gira girano anche i pedali.
Questa è la fissa.

Fix man


Fix man : l' uomo con la fissa, la fissa per la bici , la bici fissa.
Sono entrato nel mondo della bici fissa da un po di mesi e la cosa mi appassiona.
La bici fissa vive della sua semplicità di utilizzo, nella manutenzione ridotta al osso e di uno stile inconfondibile.
Nei prossimi post cerchero di dare i miei imput su questa fantastica esperienza e farvi venire la mia stessa voglia di andare in bici.